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Semina del prato: come, quando e con quali semi farla

Aprile 22, 2021 0 di Gloria De Rugeriis

La semina del prato è un’attività delicata che se fatta correttamente regala un manto erboso bello, compatto e sano.
Per ottenere il risultato migliore esistono tecniche e accortezze ben precise da seguire affinché si possa apprezzare la qualità del lavoro svolto nel proprio giardino.

In questo articolo troverai indicazioni su:

  • come eseguire la semina del prato
  • come preparare il terreno
  • qual è il periodo migliore per seminare il prato
  • consigli sulle sementi da scegliere

Periodo di semina del prato

Una delle prime domande che ci si pone è: quando si semina il prato? I periodi migliori per farlo sono l’autunno e la primavera. Queste stagioni sono le più adatte poiché garantiscono una temperatura del terreno superiore ai 10°, permettendo ai semi di germinare e sviluppare le radici. In tali periodi anche l’umidità del terreno ha la percentuale giusta a favorire lo sviluppo del prato in maniera omogenea.

Per quanto riguarda la temperatura indicata, è importante tenere presente che si riferisce a quella del suolo e non a quella dell’aria. Quest’ultima, infatti, può variare molto rispetto alla temperatura del terreno e influire negativamente sui risultati della semina del prato.

Preparazione del terreno per la semina del prato

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Prima di procedere alla semina è necessario preparare il terreno alla semina. Questa fase è molto importante per raggiungere risultati invidiabili e avere un tappeto erboso verdeggiante e rigoglioso. Nello specifico, è necessario provvedere ad alcune azioni, riportate di seguito, affinché la terra sia pronta e adatta a far crescere il prato.

Diserbare

La prima lavorazione da eseguire sul terreno è il diserbo di tutte le piante infestanti, che una volta secche andranno rimosse. Per eliminare le erbacce è consigliabile utilizzare prodotti naturali come i diserbanti a base di acido pelargonico sia perché sono ad azione molto rapida, di solito si vedono gli effetti in 48 ore, sia perché non lasciano residui nocivi o tossici nel terreno. Tra i prodotti in vendita da Greeny trovi sia le soluzioni pronte all’uso, adatte al trattamento di superfici di dimensioni ridotte, sia prodotti concentrati da diluire e nebulizzare tramite erogatori a spalla o a carrello per superfici più grandi.

Se il terreno da diserbare è particolarmente incolto, sarà bene applicare una seconda volta il diserbante, però dopo aver innaffiato il terreno con poca acqua e di frequente per 2 o 3 giorni. In questo modo, infatti, le radici ancora vive faranno germinare le piante erbacee rimaste nel terreno saranno ben visibili e potranno essere trattate localmente.

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Lavorazione della terra

Prima di seminare il prato bisogna pensare alla lavorazione del terreno. È importante muovere la terra, vangando o arando, per i primi 20 centimetri di profondità. Non bisogna destrutturare eccessivamente il terreno altrimenti si rischia di polverizzarlo e privarlo della caratteristica consistenza soffice e compatta. In questa fase, invece, vanno tolti quanto più possibile sassi e residui vegetali.

Concimazione

C’è un ultimo passo da fare prima di preoccuparsi della semina del prato: la concimazione. La cosa migliore da fare è procedere con una concimazione organica di fondo tramite ammendanti umici e fulvici di origine vegetale, ossia quei concimi che:

  • favoriscono la germinazione dei semi;
  • aiutano lo sviluppo dell’apparato radicale;
  • proteggono la flora batterica del terreno;
  • riducono l’accumulo di salinità;
  • favoriscono l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte della pianta.

Quale prato seminare

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Lo scopo di seminare il prato è principalmente estetico, decorativo e ornamentale. La prima cosa da tenere in considerazione è se l’area ricoperta dal prato è calpestabile o no. Nel primo caso bisognerà scegliere un tipo di prato calpestabile, mentre nel secondo caso si potrà seminare anche l’erba che è più delicata.

Prato all’inglese

Caratterizzato da un verde brillante e da una folta crescita, è il tipo di prato più diffuso e più ricercato anche se non è semplice da mantenere. Come tutti i prati, ha bisogno di essere tosato con frequenza al fine di mantenere la superficie livellata e regolare. Il prato all’inglese non gradisce il terreno e i climi aridi e di solito si realizza con la Festuca arudinacea e con la Poa pratensis, sementi adatte alle condizioni climatiche tipiche dell’Inghilterra.

Prato di gramigna calpestabile

Questo tipo di prato è resistente al caldo e soffre meno la mancanza di acqua. Grazie alla sua resistenza, sopporta bene anche gli sbalzi di temperatura. Per realizzarlo si può usare un mix di Lolium perenne e Poa parentis con basse percentuali di Festuca rubra.

Prato a bassa manutenzione

Solitamente è composto dall’80% di Festuca arundinacea, 10% di Poa Pratese e 10% di Loietto. Una combinazione che si adatta bene a varie esposizioni e ha una crescita più lenta.

Prato fiorito

Il prato fiorito richiede poca acqua e poca manutenzione e allo stesso tempo è bello da vedere e facile da coltivare. L’effetto di questo prato risulta meno ordinato e uniforme rispetto agli altri, ma non per questo sgradevole alla vista o al tatto.

La combinazione adatta è quella che prevede, tra le altre, il Loietto inglese e la Poa parentis. Questo prato è anche amico dell’ambiente poiché è formato da piante annuali e perenni utili anche alle biodiversità.

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Come fare la semina del prato

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Il prato può essere seminato a spaglio sia a mano, su aree verdi dalle dimensioni ridotte, che con l’aiuto di macchinari per la semina, per le zone di estensione più ampia.
Questa tecnica, molto antica, consiste nello spargere a terra i semi avendo cura di distribuirli in maniera uniforme. Per facilitare l’operazione, di solito i semi vengono mescolati a terriccio o sabbia. Infine, si può mescolare lo strato superiore del terreno con un rastrello. In alternativa al rastrello si può usare un utensile a mano come un rullo per la semina del prato.

Cosa fare dopo la semina del prato? Semplice, come ultimo passaggio sarà necessario bagnare il terreno. Quanto bagnare il prato dopo la semina? Le annaffiature dovranno essere brevi e frequenti da 2 a 6 volte al giorno al fine di evitare ristagni d’acqua.

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